Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

L’Oltretomba

Il mio amore per la patria e il desiderio di rivedere mia moglie, mio figlio e i miei cari, mi hanno fatto giungere persino nell’Ade, dove le anime vagano infelici.

Ho incontrato l’indovino Tiresia che gentilmente mi ha suggerito come dovrò agire in vista di altre difficoltà a cui mi sottoporranno gli dei; ma soprattutto ho potuto parlare con la donna che mi ha dato la vita e amato più di ogni altra cosa: mia madre. Nel vederla il cuore mi è salito in gola e non so descrivere la sensazione e la gioia che ho provato. Volevo stringerla, abbracciarla con tutto me stesso, ma non potevo, perché con la morte l’anima si libera dalle ossa e dalla pelle e diventa solamente un’ombra. Abbiamo parlato , mi ha raccontato cosa è successo ad Itaca, e con mia grande gioia mi ha detto che mia moglie e mio figlio sono vivi e stanno bene.

Dopo il nostro struggente colloquio si sono avvicinati a me alcuni eroi greci, tra cui Agamennone e Achille, e sono stato sorpreso dal discorso inaspettato che quest’ultimo mi ha fatto: in vita non avrebbe mai detto simili cose. Infatti ha confessato che avrebbe preferito vivere da bifolco e servire un padrone piuttosto che dominare su tutte le ombre come ora fa.

Mi sarebbe piaciuto restare per parlare anche con Aiace, Eracle e gli altri eroi, ma ad un tratto, colto da sacro terrore, ho preferito tornare a bordo per ripartire.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

Profezie di Circe

Oggi ho mandato i miei compagni al palazzo di Circe per prendere il corpo di Elpenore. Poi la bella maga ci ha offerto da mangiare e da bere e dopo il vino io ero bello allegro. Allontanati i compagni, Circe mi ha preso la mano e un po’ ci ha provato; poi le sue profezie mi hanno messo in guardia dalle sirene, dalle “rupi erranti”, Scilla e Cariddi, e lei mi ha consigliato di andare poi verso l’Erebo e successivamente verso l’isola Trinacria dove troverò delle vacche e delle pecore sacre al sole. Poi è sparita, mah!!

Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

Le sirene

La tentazione delle Sirene

È ricominciato il nostro viaggio, fortunatamente col vento a favore. Come mi aveva consigliato Circe, ho tappato le orecchie a tutti i compagni, mi sono fatto legare all’albero maestro, aspettando le sirene; il fastidio delle funi era  pari alla curiosità di udire il canto. Ad un tratto la nave si è fermata ed ecco la voce delle sirene che mi  chiamava: la voce era molto soave ed era come se mi calamitasse a loro; più l’ ascoltavo e più volevo avvicinarmi. Ho chiesto ai  compagni di lasciarmi andare ma loro come avevo ordinato mi hanno legato più stretto. E così l’abbiamo scampata.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Scilla e Cariddi, Trinacria

Oggi ho avuto proprio una giornataccia. Non bastavano le sirene, abbiamo anche incontrato quei due mostri di Scilla e Cariddi. Dopo aver sciolto le funi che mi legavano contro le sirene, abbiamo sentito un rumore molto forte. I  compagni erano bianchi, ma io, incitandoli, ho cercato di fare coraggio a tutti. Purtroppo alcuni di loro non sono stati risparmiati e prima di morire hanno invocato il mio aiuto: hanno teso le loro mani verso di me ed io mi sono sentito molto turbato, perché non potevo salvarli: sapevo infatti da  Circe che i mostri erano immortali. Tutti gli altri, però, sono riusciti a superare i mostri e ben presto abbiamo scorto da lontano l’invitante isola di Trinacria. Euriloco e i compagni hanno chiesto di sbarcare; ho accettato ma ho preteso il giuramento che nessuno avrebbe mangiato gli animali sacri. Tutti hanno acconsentito e siamo scesi dalla nave.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Le vacche

È passato un mese da quando siamo in quest’isola stupenda ed oggi è accaduto un fatto increscioso:  finite le scorte di cibo, Euriloco ha condizionato tutti e li ha spinti a catturare, uccidere, cucinare e mangiare le vacche più belle.  E’ chiaro che il Sole ha chiesto vendetta a Zeus e Zeus ha accettato.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Sbarco ad Ogigia

Solo io mi sono salvato.

E’ stata una tempesta terribile,  provocata da Zefiro col colpo di grazia finale da parte di Zeus.

Poi, come in un’apparizione, mi sono trovato nell’isola di Ogigia.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Telemaco e Penelope ad Itaca

La scorsa notte è stata particolarmente travagliata. Ho visto in sogno Telemaco, il quale mi ha parlato dell’assemblea che ha indetto ad Itaca con i Proci, i quali hanno invaso la nostra casa senza alcun rispetto e insistono perché Penelope prenda in sposo uno di loro. Li ha rimproverati, ha detto che tutto ciò era ingiusto, ma Antinoo, il loro capo, gli ha risposto che avrebbe dovuto rivolgere la predica a sua madre, la quale non aveva ancora preso una decisione e li illudeva tutti quanti per il terzo anno consecutivo.

A quanto pare, la mia astuta moglie ha un piano: per tergiversare,  ha promesso di fare una scelta solo dopo che avrà finito di tessere il sudario per mio padre Laerte. Tuttavia lei di giorno tesse la tela, di notte la disfa. Povera moglie mia.

Telemaco mi ha raccontato tutto: ha chiesto ad Atena una grossa nave e ha deciso di accogliere il consiglio della dea e di andare a cercare informazioni su di me.

Allora il sogno che ho fatto tempo fa era veritiero…

Dopo il suo racconto, senza riuscire a proferire parola, mi sono risvegliato con la rabbia che fremeva nel petto e il senso di impotenza.

Come posso aiutare i miei cari e difenderli da questa sventura?

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Telemaco cerca notizie del padre

Sono ormai parecchi anni che sto lontano da casa e che non vedo mia moglie Penelope. Non ho visto crescere mio figlio Telemaco, che ho lasciato neonato. Sin da piccolo era un bambino bello, molto simile a me. Immagino il lungo dolore che avrà provato, dovendo crescere senza la figura del padre e in una patria invasa dai Proci che bramano potere. Ho saputo che spinto dall’amore per me ha intrapreso un viaggio per cercarmi. Accompagnato da Atena nelle vesti di Mentore è giunto a Pilo da Nestore che doma cavalli e che è stato mio compagno nella guerra di Troia. Ora di lui non ho più informazioni, so solo che Nestore gli ha consigliato di andare da Menelao per altre informazioni.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 3 marzo 2010

Telemaco da Menelao

Ho saputo che, nella reggia di Menelao, Elena ha riconosciuto Telemaco e Pisistrato le ha rivelato che il giovane era proprio mio figlio. Elena e Menelao hanno poi raccontato a Telemaco alcune mie imprese, per esempio quella di quando mi ero presentato a Troia come un mendico e solo Elena mi aveva riconosciuto. So che Telemaco ascoltando le mie imprese si è commosso.

Come vorrei rivederlo al più presto… mi manca davvero tanto.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 2 marzo 2010

Ad Ogigia, presso Calipso

Come ogni giorno mi ritrovo  su questo promontorio e straziato nel cuore piango; continuamente guardo il mare e scrivo dei giorni che passano inesorabili.

Posso sentire  l’odore del cedro che Calipso brucia nel focolare nella grande spelonca e ascoltare il bel canto mentre tesse con la spola d’oro.

Intorno a me un bosco lussureggiante: ontani, pioppi e cipressi odorosi.

Sono finito in quest’isola a causa di Zeus  che con un fulmine ha scagliato la mia nave contro le coste dell’isola. Tutti i miei compagni sono morti, solo io mi sono salvato, trasportato dalla corrente e dal vento fino alla riva. Mi ha  accolto Calipso, mi ha  nutrito e mi ha promesso  l’immortalità.

Ora  però il mio desiderio più grande è di ritornare in patria e di riabbracciare la mia sposa e mio figlio.

Ho cominciato a costruire una zattera: ho tagliato grossi tronchi, li ho levigati  e  ho unito  con chiodi e ramponi  un saldo e alto castello, ho fatto  anche un  timone, per poterla guidare.

Intanto Calipso mi ha fornito  pane, acqua e vino rosso,  perché non soffra la fame, mi ha vestito  e poi ha mandato  un vento propizio e piacevole.

« Newer Posts - Older Posts »

Categorie