I miei amici

I miei compagni

In questa pagina vorrei ricordare i miei compagni di sventura, persi a causa della violenza delle tempeste e della volontà avversa del fato.

Il primo che vorrei ricordare è  Euriloco: era il secondo in comando sulla mia nave durante il ritorno ad Itaca, dopo la guerra di Troia. Durante la sosta nell’isola di Circe, fu l’unico che riuscì a sfuggire dalla casa della maga, evitando di essere trasformato in un maiale. E’ morto durante una tempesta.

Fedele mi fu anche Perimede, che insieme a Euriloco mi legò all’albero maestro della nave, quando con la flotta incontrai le Sirene. Mi aveva accompagnato anche nell’Ade e aveva sgozzato una capra in sacrificio all’indovino cieco Tiresia. Perimede è morto risucchiato dalla bocca di Cariddi, dopo aver mangiato le vacche del Sole.

L’incauto e non troppo valoroso in battaglia Elpenore, ubriacatosi si addormentò sul tetto dell’abitazione di Circe; poi al mattino, dimenticatosi di dove si trovasse, cadde e morì per la rottura dell’osso del collo.

Infine Polite: era quello che incitò gli altri compagni a varcare le mura della casa di Circe per sentirla cantare.

Non ho immagini che li ritraggano insieme a me, se non queste due che vedete qui, nella grotta di Polifemo.

Ed ora vorrei citare  gli amici che ho avuto al mio fianco durante la guerra di Troia,  senza i quali probabilmente non sarei qui ora.

Primo fra tutti il Pelide Achille, uomo valoroso e pieno di coraggio. Nutro molto affetto nei suoi riguardi. Al di là di tutto quello che si possa pensare di lui, io so per certo che era dotato di un cuore tenero, tanto quanto la sua testa era dura. Rimpiango tutt’oggi la sua scomparsa per mano del troiano Paride, figlio di Priamo.
Agamennone, poi, fratello di Menelao, era più cocciuto di Achille, e a causa del fratello ci ha portato a combattere tanto a lungo e faticosamente: Menelao voleva infatti riportare a Sparta sua moglie Elena che Paride aveva rapito.

E poi ancora,  Aiace valoroso, il guerriero Diomede, di grande cultura, e Calcante Testoride, colui che sapeva di ogni avvenimento: passato, presente, futuro, e che tante volte con le sue predizioni fu d’aiuto all’esercito Greco.

Macaone era un abile guerriero ma sopratutto un celebre medico, Nestore, famoso per la sua saggezza:  benché anziano prese parte alla guerra di Troia dispensando a tutti noi degli ottimi consigli.

E concludo menzionando Patroclo, figlio di Menezio, morto per mano di Ettore, l’amico più caro di Achille.

Ovviamente questa è solo una minima parte dei numerosi compagni che ebbi al mio fianco durante quei tragici anni, ma sarebbe davvero impensabile ricordarli qui tutti.

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