Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

Eolo e i venti

Scrivo queste pagine finché il sole è ancora alto, per conservare il ricordo degli ultimi sconvolgenti eventi.

Eolo

Dopo giorni di navigazione siamo approdati in Eolia, dove il dio Eolo regna sulla terra e sui venti. Siamo stati accolti calorosamente da lui e dalla sua famiglia: le cronache della nostra peregrinazione sono state ascoltate con pietà e commozione, tanto che ci è stato regalato un bell’otre di pelle di bue contenente tutti i venti, fuorché lo Zefiro, perché questo invece ci avrebbe condotto in patria.

La nave scivolava rapida sulle onde, ormai il ritorno in patria si faceva sempre più concreto, ma… evidentemente non faceva ancora parte dei piani del Fato: alcuni compagni, spinti dall’invidia e dall’ingordigia, sospettando che contenesse oro e ricchezze, hanno stoltamente aperto l’otre.

Il solo ricordo è così terribile!

I venti sono scaturiti fuori tutti insieme, inghiottendo la nave in una terribile tempesta.  L’immagine della nostra patria nuovamente dissolta, e la clemenza di Eolo, alle cui spiagge siamo approdati una seconda volta, non si è ripetuta.

Ora ci troviamo in un punto imprecisato del mar Tirreno… speriamo che il divino Zeus non ci abbandoni a questo destino tanto crudele!

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