Pubblicato da: maria rosa orrù | 26 febbraio 2010

Odisseo e Telemaco

Oggi, al mio terzo giorno di permanenza ad Itaca, ho finalmente rincontrato mio figlio dopo tanto tempo.

Stavo sempre da Eumeo, al quale ancora non mi sono svelato, quando è arrivato un giovane a cui stranamente i cani non hanno abbaiato.

L’ho guardato e l’ho subito riconosciuto, anche se era così cambiato, così cresciuto da quando l’avevo lasciato nelle braccia di Penelope alla mia partenza per Troia.

Telemaco ha congedato Eumeo e all’improvviso mi è apparsa la dea Atena, che  mi ha levato dal corpo i segni del lungo viaggio e l’aspetto del mendicante. Così mi sono rivelato a Telemaco, che pur vedendomi non riusciva a credere che fossi proprio io. Entrambi siamo esplosi in un pianto di gioia, certi che finalmente non ci avrebbe separato più niente.

I nostri festeggiamenti, però, non sono durati a lungo; infatti  mi ha raccontato dettagliatamente la situazione della mia reggia e l’insolenza dei proci.

Non posso lasciare Penelope e Telemaco, e tutta la mia gente, alla mercé di questi aristocratici senza valori e assetati di potere…. Così ho escogitato un piano.

Ora  mi dirigo alla reggia, perché questa è la prima mossa del piano.

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