Pubblicato da: maria rosa orrù | 25 febbraio 2010

Penelope riconosce Odisseo

Mi sentivo osservato, quasi messo sotto esame. Penelope era seduta davanti a me. La mia Penelope! Finalmente era giunto quel momento, quanto l’avevo atteso! Dal suo sguardo era evidente l’incertezza che provava, tanto che Telemaco, mio figlio, era sdegnato con lei per la sua freddezza Ma cosa doveva fare? Dopo tutto sono passati tantissimi anni… dopo tutto quello che ha passato durante la mia assenza, non posso pretendere che mi getti le braccia al collo senza neanche avere la certezza sulla mia identità…  Ma ecco che qualcosa cambia… Mi dice che il mio letto è stato spostato fuori dalla camera… ma come?

Verso il talamo

Il mio letto? Non era possibile! Era stato costruito su un olivo! Io stesso l’avevo costruito! Forse solo un dio sarebbe riuscito a spostarlo! Ecco, questa sì che era l’occasione giusta per rivelare chi ero!… E sicuramente il suo accenno al letto non era stato casuale… Così le ho raccontato come avevo costruito il letto, e alle mie parole il suo sguardo è cambiato. Non aveva più un’aria inquisitoria, i suoi occhi mi guardavano come una volta, si riempivano di lacrime e… è corsa verso di me…

Oh che bell’abbraccio! Sono sicuro che non lo dimenticherò mai! Mi chiede scusa per aver dubitato di me… Ma non importa…Ora sto con lei e non posso far altro che piangere di gioia.

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