Pubblicato da: maria rosa orrù | 7 marzo 2010

La mia ultima pagina di diario

Questa è l’ultima pagina di diario che scrivo: le mie disavventure sono state raccontate tutte e la vita che intendo condurre da questo momento non prevede altre esperienze mirabolanti da descrivere.

Tuttavia non intendo far morire questo blog:

leggerò i commenti che vorrete lasciare, arricchirò il mio book fotografico, inserirò dei video, cercherò ancora i testi di chi ha scritto o parlato di me.

Infine, visto che nel frattempo ho scoperto di avere una nuova passione (che è il disegno), trascorrerò il mio tempo libero a disegnare e inserirò nel blog i miei “capolavori”. E pazienza se avranno per oggetto ancora l’Odissea. La mia ispirazione artistica viene sempre da lì.

Due parole su come consultare questo blog:

  • A differenza degli altri blog (che presentano per prima la pagina scritta per ultima), le mie pagine  (eccetto questa che leggete) seguono cronologicamente le mie vicende: viene prima la prima che ho scritto. Sono pertanto da leggere nell’ordine in cui si trovano: in questo modo (a partire dal Concilio degli dei) sarà più facile seguire le mie avventure nell’ordine in cui si sono svolte (fino all’Incontro con mio padre Laerte).
  • Quando al termine della videata troverete in basso la scritta articoli precedenti e articoli più recenti, per seguire l’ordine cronologico degli eventi dovrete cliccare su articoli precedenti.

    Con Atena

  • Quando, poi, dopo avere visitato una qualsiasi delle sezioni (i miei viaggi, i miei amici…), si vuole tornare alla home page, basta cliccare sul titolo del blog (Il blog di Odisseo)

Buona lettura

Il mio diario comincia esattamente qua sotto.

Firmato: Odisseo

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Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

Gli dei a concilio

Questa è la mia prima pagina di diario.

Ormai la guerra di Troia è terminata con la distruzione della città e tutti i miei compagni superstiti sono tornati in patria. Solo io sono ancora lontano dalla mia Itaca ed il mio cuore è pieno di nostalgia per  i miei cari.

Questa notte mi sono apparsi in sogno tutti gli dei (ma chissà se era davvero un sogno!?), i quali, riuniti a concilio, davano il consenso al mio ritorno in patria, mentre il mio nemico Posidone era ospite degli Etiopi.  Atena, nelle vesti di Mente, principe di Tafi, scendeva nell’isola di Itaca e veniva accolta da mio figlio Telemaco, che la accompagnava  nelle sale regali, dove i Proci disonesti banchettavano e facevano la corte a mia moglie Penelope. Femio cantava con la cetra, e intanto Atena rassicurava Telemaco dicendogli che io sono ancora vivo e che tra non molto tornerò.  Poi gli consigliava di mettersi in viaggio verso Pilo e Sparta, presso Nestore e Menelao, per cercare mie notizie.

Chissà se si tratta davvero di un sogno o se invece gli dei, attraverso questa “visione”,  non abbiano voluto avvertirmi del loro interesse per me.

Mah… Intanto il pensiero della patria e dei miei cari non mi abbandona.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

La guerra è finita

E intanto navigo e non mi sembra vero: la guerra è finita. Finalmente torno a casa. Finalmente riabbraccerò mia moglie, mio figlio, i miei cari, e rivedrò la mia patria. Niente è più dolce della propria patria.

Potrò tornare da mio padre, da mia  madre, dal mio popolo…

Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

Dopo i Ciconi

Non è destino che torni subito a casa!!

Che terribile tempesta abbiamo incontrato! Ci ha fatto cambiare rotta, ci ha sbalzati fino a Ismaro e lì abbiamo dovuto combattere aspramente contro i Ciconi; purtroppo  siamo stati sconfitti e costretti  alla fuga.

Isola all'orizzonte

Cara Penelope, sono ormai due giorni e due notti che non mangiamo. I miei uomini ormai sono allo stremo, non resisteranno a lungo, sono molto preoccupato di non potere più rivederti. Penelope mia, non so quando ci potremo riabbracciare, le navi sono quasi distrutte dopo nove giorni di tempesta…. Ma, fortunatamente, abbiamo visto un’isola all’orizzonte, forse è la nostra salvezza, ringrazio gli dei per questa possibilità.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

I Lotofagi

Siamo sbarcati, i compagni si erano ripresi e anche io potevo riposarmi. Pensavo: resteremo in quest’isola per tre giorni poi ripartiremo verso casa. E invece…. Era l’isola dei Lotofagi…

Fiori di loto

Poveri noi! Siamo dovuti ripartire subito perché se qualcuno per sbaglio mangiava un fiore di loto, dimenticava tutto: la patria, gli amori, la casa, e avrebbe desiderato restare nell’isola per sempre. E purtroppo ad alcuni è accaduto.

Ora siamo in mare, tutto procede bene; spero che riusciremo a tornare.

Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

Polifemo

E dire che eravamo sbarcati per rifocillarci…..

Io e i compagni accechiamo Polifemo

Non è un uomo!!! È un animale colui che non rispetta le leggi dell’ospitalità di Zeus. Ah… perché non ho ascoltato i miei compagni quando mi hanno consigliato di fuggire dopo aver rubato le cibarie dall’antro di quel mostro con un occhio solo. Ha fatto strage dei miei compagni, ma ho giurato su ciò che avevo di  più  caro che avrei fatto vendetta!!

Polifemo

Polifemo

Da un ramo di un ulivo ho ricavato un’asta appuntita con cui cavargli l’unico occhio, dopo averlo fatto ubriacare. Il piano è riuscito ma non è stato facile. Per giunta eravamo bloccati all’interno della caverna poiché un macigno ostruiva l’entrata….  Ma ecco Atena mi infonde un po’ della sua grande saggezza e…  sistemo i miei compagni sotto il ventre delle pecore che stavano nell’antro insieme a noi e, quando Polifemo (questo era il nome del Ciclope) ormai accecato ha aperto la caverna,  noi,  nascosti tra le pecore, siamo riusciti a fuggire.

La furia di Polifemo

Tuttavia, poveri noi,  le nostre disgrazie non erano ancora finite.  Polifemo infatti è il figlio di Poseidone e, ahimè, ci ha maledetti al punto che la forza impetuosa del mare  ha distrutto tutte le navi della flotta tranne la mia.

Ora aspetto l’alba per ripartire con in cuore un gran senso di colpa: ho portato alla morte così tanti compagni….

Pubblicato da: maria rosa orrù | 5 marzo 2010

Eolo e i venti

Scrivo queste pagine finché il sole è ancora alto, per conservare il ricordo degli ultimi sconvolgenti eventi.

Eolo

Dopo giorni di navigazione siamo approdati in Eolia, dove il dio Eolo regna sulla terra e sui venti. Siamo stati accolti calorosamente da lui e dalla sua famiglia: le cronache della nostra peregrinazione sono state ascoltate con pietà e commozione, tanto che ci è stato regalato un bell’otre di pelle di bue contenente tutti i venti, fuorché lo Zefiro, perché questo invece ci avrebbe condotto in patria.

La nave scivolava rapida sulle onde, ormai il ritorno in patria si faceva sempre più concreto, ma… evidentemente non faceva ancora parte dei piani del Fato: alcuni compagni, spinti dall’invidia e dall’ingordigia, sospettando che contenesse oro e ricchezze, hanno stoltamente aperto l’otre.

Il solo ricordo è così terribile!

I venti sono scaturiti fuori tutti insieme, inghiottendo la nave in una terribile tempesta.  L’immagine della nostra patria nuovamente dissolta, e la clemenza di Eolo, alle cui spiagge siamo approdati una seconda volta, non si è ripetuta.

Ora ci troviamo in un punto imprecisato del mar Tirreno… speriamo che il divino Zeus non ci abbandoni a questo destino tanto crudele!

Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

In Lestrigonia

Per Apollo, che cosa terribile mi è successa! Tremo ancora al punto che mi viene difficile scrivere! Ci trovavamo chissà dove nel mar Mediterraneo, quand’ecco, dopo nove giorni di navigazione, una terra apparentemente bella e ospitale. Poveri noi… Sono bastate poche ore di esplorazione per conoscere la verità: eravamo finiti in Lestrigonia! Terra ostile, popolata da creature imponenti e violente, mangiatrici di carne umana! Naturalmente ci siamo tutti precipitati alla volta delle navi, e mi riempio di lacrime al pensiero dei tanti compagni che ho dovuto abbandonare in quella terra di morte, tra le fauci dei Lestrigoni! Ora il vento gonfia le vele: dono degli dèi, o tranquillità ingannatrice, che porterà altre sventure?

Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

La maga Circe

Finalmente ho un po’ di tempo!

Sono successe molte cose dal mio ultimo intervento.

La fuga ci ha condotto presso le coste italiche, sulle spiagge dell’isola di Eèa, patria della maga Circe. Ancora estraneo del luogo, ho inviato alcuni compagni in perlustrazione, tra cui Polìte ed Eurìloco. Tuttavia solo Eurìloco è tornato indietro, visibilmente scosso. Con voce tremolante mi ha raccontato la triste sorte in cui si erano imbattuti gli altri, accennando a magie, pozioni e porci. A quel punto mi sono catapultato verso il luogo del misfatto. Tuttavia mi è venuto incontro Hermes (lo benedica Zeus!) che mi ha detto in che cosa stavo per imbattermi e mi ha dato una sorta di antidoto che avrebbe annullato i sinistri poteri di Circe. Mi sono così presentato alla sua reggia sicuro di me, e, come previsto, lei si è subito apprestata a preparare degli infusi (che cosa strana, questa magia!). Ho preso l’antidoto, ho bevuto quella robaccia che mi ha offerto e, come previsto, non è successo nulla. Dopo il primo shock, Circe mi ha riconosciuto come Ulisse figlio di Laerte e improvvisamente si è rivelata una donna veramente ospitale, offrendomi doni di ogni sorta.

Ma ho rifiutato di banchettare alla sua tavola, finché i compagni non fossero stati ritrasformati da maiali in uomini. Lei ha accettato ed ora loro sono più forti e giovani di prima. Con quest’ultimo gesto Circe si è decisamente guadagnata la mia fiducia, e proprio in questo momento scrivo da una stanza della sua reggia. Alloggiamo qui al momento, e ho l’impressione che si tratterà di una lunga permanenza..!

Pubblicato da: maria rosa orrù | 4 marzo 2010

Via da Eea

Ho poco tempo per scrivere: io e i compagni siamo in partenza. Lasciamo l’isola di Eea. Il fato, a detta di Circe, ha deciso che la nostra prossima tappa sarà il regno di Ade e Proserpina, l’Oltretomba. Solo allora potremo rimpatriare, finalmente.

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